Romina, quando hai avuto questo sogno di
entrare nel mondo dello spettacolo?
All'inizio non credevo che ballare potesse
diventare un lavoro, te ne rendi conto col tempo
magari. Quando cominci a fare dei concorsi,
più spettacoli... luci, costumi, la musica,
la danza... a un certo punto ti chiedi: "ma
perché non posso viverci di questo?" e allora
inizi a vedere musical, spettacoli, e di lì cominci
a sognare. Verso i dodici-quindici anni per
me è avvenuto tutto questo, realizzando che
volevo davvero che quello del ballo diventasse
il mio mestiere.
Ma pensavi di arrivare così lontano prendendo
per esempio agli Stati Uniti e al cinema
oppure no?
No sinceramente perché non credevo nemmeno
di arrivare a lavorare come nel caso di
"Nine" in un film holliwoodiano con star del
genere.
Non credevo che una semplice audizione fatta
a Roma potesse portarmi a livelli mondiali.
Fantastico, non ci credevo che dopo il provino
mi avessero preso nel cast, sono stata troppo
contenta quando ricevetti la notizia. Tra le altre
cose non smetterò mai di ringraziare Luca
Tommassini perché con lui c'è stato il mio primo
lavoro dopo il programma di Amici e lui
quando ha possibilità mi chiama e si fa sentire.
Sono stati molti i sacrifici che hai dovuto
fare per inseguire questo sogno?
Tutti i ballerini che credono veramente in quello
che fanno devono fare dei sacrifici soprattutto
a livello economico perché le lezioni da
seguire per prepararsi richiedono una certa
spesa. E poi anche sacrifici a livello fisico. Nel
caso degli studi e della danza ho dovuto impegnarmi
molto su tutti e due i fronti perché volevo
fare bene tutte e due le cose.
Mi è capitato di chiedermi come facevo... a
volte mi trovavo a svegliarmi alle sei di mattina
per andare a scuola dopo aver ballato fino
all'una di notte. Non so dove trovavo tutte quelle
forze. Non parliamo dei sabati e delle domeniche
in cui dovevo partecipare a delle lezioni
e in cui dovevo assolutamente mettermi sui
libri e studiare.
Sono aumentati i costi di una buona
preparazione alla danza?
Purtroppo sì, anche di più di una volta.
Possiamo dire che vivi di passione?
Si perché riesco a vivere con il mio
lavoro, a mantenermi, e spero di farlo
anche in futuro perché di questi tempi
mi sembra proprio che tutto sia diventato
più difficile.
Hai mai pensato di diventare un'insegnante
di danza a tua volta?
Si pero' prima cosa assoluta un buon
insegnante di danza, non deve prevalere
sui ragazzi, deve riuscire a farli partecipare
alla sua voglia che ha di ballare.
Bisogna essere soddisfatti della
propria carriera e dare quello che si è
assorbito in anni di carriera ad altre persone.
Tra Roberto Bolle e Luca
Tommassini chi preferisci?
Tommassini. Pero' questa domanda non
vale! Lui comunque è il mio art director
preferito. Lo ammiro davvero.
Roberto Bolle è strepitoso, fantastico,
perfetto, pero' non rispecchia il mio
modo di vivere la danza e di ballare. Io preferisco
altre forme espressive di danza, sebbene
possano sembrare eccessive ad alcuni a me
piacciono.
Una ballerina come te per sopravvivere
quanti lavori deve fare in media per mantenersi
in tutti sensi?
Questo periodo per me è stato particolarmente
stressante perchè ho avuto un bel po' di lavori
tutti insieme. Per mantenermi il
fisico e restare aggiornata preferisco
andare ogni giorno a lezione di
danza, questo è davvero necessario.
Pero' ho bisogno di staccare dal
lavoro e dalla danza, tornare agli
affetti familiari, tornare alla realtà
semplice da cui provengo; questo
serve, perché altrimenti la mia attività
ti porta via la testa non solo il
corpo.
Non è una cosa che voglio mi succeda,
questo perché vedo ballerini
che si ammalano... Io cerco sempre
di darmi da fare pero' mantenendo
sempre la mia serenità. Se non sono
serena lavoro male. Ho bisogno di
sentire gli affetti della mia vita, la
mia famiglia, il mio ragazzo.
Pensi che in futuro avere una tua famiglia
sarà un ostacolo alla tua carriera o un punto
di forza, uno "scudo"?
Spero di riuscire a fare quello che ha realizzato
Lorella Cuccarini. Famiglia, figli e una carriera
straordinaria. Magari nel momento in cui
io avrò una mia famiglia il mio lavoro diminuirà,
non sarà un ostacolo proprio no, assolutamente.
Se dovessi preferirei lavorare meno
luglio 2010
ma trovare qualcuno quando torno a casa,
che rientrare e trovarmi sola.
Un grande problema di oggi che molti
vivono, non solo giovani: la solitudine.
Il distaccamento dagli altri, il sentirsi
"lontani", tu come affronti questo "sentire",
questa situazione?
Ci convivo benissimo con la solitudine. In
generale mi piace stare sola con me stessa,
perché la vita e la realtà sono per me estremamente
frenetiche. Quando sono sola
ritrovo tutti quegli equilibri di cui ho bisogno.
La solitudine un po' mi fa paura, parlando
di quella a livelli massimi. Pero' tornando
al discorso che ho fatto prima, avere
una famiglia, qualcuno che ti sta vicino,
secondo me è fondamentale, necessario.
Qualsiasi persona ha bisogno di aiuto in
generale, anche quando è a casa. Qualcuno
su cui appoggiarsi, con cui condividere
gioie e dolori, tutto quello che la vita ci
pone davanti.
E l'invidia come la vivi?
Di amiche fidate ne ho. Quelle che covano
questo sentimento e che cercano di
attaccarsi a qualsiasi cavillo pur di attaccarti
spariscono in un certo senso; perché
come loro non avevano bisogno di me, neanche
io di loro. Con alcune amiche è successo...
ma non rimpiango nulla, se l'invidia ha
portato via qualcosa dall'amicizia puo' capitare
purtroppo.
Pensi che in Italia la danza, il teatro, siano
valorizzati adeguatamente oppure no?
Fino a poco tempo fa ti avrei detto che sì
soprattutto il teatro veniva un po' sottovalutato,
ultimamente penso che ci sia davvero
una rivalutazione.
Statisticamente non so se la gente lo
apprezza di più o di meno. Se si va a
teatro o no. Purtroppo quello che manca
in Italia è che anche chi lavora in teatro
non viene stipendiato bene... la
remunerazione non tiene conto dell'impegno...
anche i ballerini vengono pagati
molto poco. Purtroppo è così. Proprio
perché c'è fame di guadagno i giovani
ballerini fanno qualsiasi cosa e si accontentano
di poco, quello che accade dopo
è che molti poi si vedono ridotto anche
quello che prendono a causa di questo...
Simone Soldera